In attesa di una chiamata.

Pochi giorni fa mi è stato chiesto, nel paese di Kirghisia, se avessi accettato la candidatura a Sindaco. Impreparato come sono ho reclinato l’invito ed ho motivato questo rifiuto con il fatto che ignorantissimo come sono avrei aspirato  semmai ad un Ministero  nella Repubblica Italiana da scegliere,  fra quello della Pubblica Istruzione  e quello degli Esteri. A limite,  ma si, anche quello della Giustizia. Con il mio grado di incultura sicuramente sarei diventato un ottimo Ministro. Rifiutata la candidatura a Sindaco in quanto offendeva il mio  sommo analfabetismo ora aspetto con fiducia che qualcuno si accorga di me e mi metta in lista nel 2023 come aspirante a cariche più prestigiose.  Non vorrei morire come Ministro mancato. Sono qui, chiamatemi ! Almeno io so come si scrive squola e so anche che il lago Magiore è il Magiore d’Itaglia. Insomma ho tutte le carte in regola.

La Santa Reliquia

E’ cominciato a Dolo lo scontro elettorale. Per la verità fino ad ora sul ring è salito soltanto il pugile del centro destra sostenuto da altri pugili peso piuma. Pugni dati a vuoto e senza colpire il bersaglio, dati solo per riscaldarsi e riscaldare la già soffocante aria ferragostana. Il dito di San Rocco, forse il medio , ma non come “ digitus impudicus erectus” è stato portato in processione per le vie del centro dopo cento anni come preziosa reliquia di ciò che è rimasto di un Santo che , nella credenza popolare, ha sconfitto la peste. Da sconfiggere oggi non è soltanto il Covid-19, ma la mala fede di chi alle prossime elezioni si appresta a criticare una giunta, che pur commetendo qualche errore ( alzi il “dito” chi è esente da colpe) ha operato bene. Diranno che si poteva fare di più e meglio e che loro, i seguaci di Salvini e Meloni, sono  quelli che hanno la ricetta per risollevare l’ospedale di Dolo( Zaia docet), dare sicurezza ai cittadini, rispettare l’ambiente evitando cementificazioni selvagge ( Zaia arridocet ) e soprattutto anestetizzare con le loro litanie il popolo dolese.  

Mi viene qualche dubbio sul significato del dito di San Rocco!

Verso dove?

” Passata è la tempesta : odo augelli far festa , e la gallina, tornata in su la via, che ripete il suo verso”.

L’incipit della poesia di Giacomo Leopardi mi offre il destro per dire che da noi la tempesta non è cessata anche se qualcuno ripete il verso della gallina che invita alla festa del nuovo giorno. Mi riferisco alla tempesta che sta imperversando nel mondo e che sta sradicando credenze e certezze e il cui nome è Coronavirus. Come gli augelli e le galline vorremmo tornare in su la via per cantare il verso poetico del finito e del ricominciare e invece ora il verso è diventato un pragmatico vertere, un volgere all’ingiù del pollice. La poesia e la filosofia come ” sorelle rivali” oggi più che mai si mostrano coesistenti, facce della stessa medaglia; solo che una si affida alla certezza del dimostrato, l’altra ascolta e si affida alle parole incerte pescate dal profondo del pozzo. Forse solo da quel fondo che solo i poeti sanno esplorare c’è la parola salvifica di cui ora tutti abbiamo bisogno.

La disinformazione e il cesso.

Nel 1800 e per buona parte di quel secolo , per non scomodare i primi trent’anni del 1900, quasi ovunque venivano usate, come carta igienica, le pagine dei giornali scadute che venivano tagliate a rettangolo ed appesi ad un chiodo vicino al  cosiddetto cesso. L’uso della carta igienica risale al 1867 e pare che sia stata inventata in Oriente subendo varie modifiche fino ad arrivare ai giorni nostri in rotoli profumati alla camomilla, o al petalo di rosa. Oggi, se non fossero antigienici ed irritativi, molti giornali meriterebbero di essere tagliati in rettangoli ed utilizzati come si faceva nel 1800. Oltretutto, non essendo bio-degradabili le pagine dei giornali andrebbero ad ostruire le nostre reti fognarie! In moltissimi casi la disinformazione viaggia in rete e dunque né il televisore né lo smartphone possono essere utilizzati alla bisogna. L’unico modo per un corretto utilizzo della disinformazione sarebbe che moltissimi giornalisti stampassero le loro idiozie direttamente su carta igienica. Per la Rete ci vuole però il nostro contributo : potremmo usare, per lo smartphone, il copia ed incolla e stampare su carta igienica . Per il televisore è più difficile, ma non impossibile. Si possono fotografare le ” teste pensanti” e stamparle su carta fotografica biodegradabile. Si, lo so è un lavoraccio, ma ne vale la pena.

Come una Regina

“ Trattatela come una Regina” recitava Alberto Sordi in un famoso film rivolgendosi alla suora che accompagnava la madre in Casa di riposo. Film che narrava come la famiglia incominciava a disgregarsi e considerava i propri genitori un peso insopportabile in una generazione che stava cambiando. Non più la società circolare dove l’anziano aveva il  suo ruolo, ma una società in continuo sviluppo lineare dove chi restava indietro era perduto. Il concetto di famiglia come lo intendeva la mia generazione non c’è più. Mai e poi mai, almeno nel meridione d’Italia “sotto sviluppato” si sarebbe potuto pensare di rinchiudere  il proprio genitore in una casa che non era la sua casa .  Questo è il punto:  allontanare il proprio congiunto anziano dal suo focolare domestico significa avviarlo ad una morte non serena e non c’è alibi che tenga, anche se  il luogo di destinazione finale si chiama Casa di riposo o Residenza sanitaria assistenziale oppure Pio Albergo. Al disorientamento di non trovarsi più tra le proprie mura si aggiunge il senso di inutilità del proprio esistere. Ecco Alberto Sordi nel suo film se la cava con la propria coscienza convincendosi che la madre anziana sarà trattata come una Regina. No, gli anziani in Casa di riposo non verranno trattati né come Re né  come Regine. Molti avranno perso anche la memoria di essere stati padri e madri e di aver avuto dei figli che adesso vanno a trovarli la domenica. Ricordo un anziano che nonostante fosse in Casa di riposo da due anni continuava a cercare inutilmente l’interruttore della luce della sua nuova camera a destra perché nella sua vera casa era destra della porta e non a sinistra. E gli anziani malati e ingestibili? Beh il Covid – 19 qualcosa avrà pure insegnato. Purtroppo anche nel meridione d’Italia, sebbene con un certo ritardo le cose stanno  lentamente cambiando. In peggio si intende.

Come in un caleidoscopio

E’ talmente bello  che sembra finto. A volte somiglia ad un sole dipinto da De Chirico, altre volte ad una costellazione con dei puntini rossi superficiali in un cielo dipinto di blu, altre ancora ad una mina vagante nell’Oceano Pacifico. Anche ad un riccio di mare o ad una navetta spaziale . Sono disponibili più di 600 mila immagini vettoriali e illustrazioni stock royalty a tema coronarovirus e tutte molto belle.  Ma è al crio microscopio elettronico che il Covid – 19 appare in tutto il suo splendore . Come in un caleidoscopio è un ente coloratissimo destinato a mutare forma in modo imprevedibile e variabilissimo ad ogni movimento.  Questa è l’immagine reale  e veritiera che ci dice che siamo immersi in un mondo invisibile e variopinto che però ci ha dichiarato guerra. E’ il nostro movimento, il nostro agire che fa mutare forma e  dunque strategia a questo ente multicolore e a tutti gli altri enti che ci circondano e che adesso ci assediano. Ricerca è scoprire il perché di un mondo alieno che avanza e che pretende di convivere con la nostra vita e che certamente ha sempre convissuto a volte guardandoci a distanza altre volte attaccandoci come tentativo di supremazia. Vinceranno la guerra? Unica nostra arma è la tecnica a patto che  essa sia potenza amica e non prepotenza sulla natura.    

Somma algebrica o matematica.

Mi è stato detto : “ è tempo di tirare le somme “ e credo si intendesse la somma algebrica che è il risultato dell’aggiungere e del sottrarre. Non la somma matematica che è soltanto un aggiungere al già posseduto. Meglio sarebbe dire  allora che la somma algebrica è intellettualmente più onesta? Se alle nostre certezze sottraiamo le nostre incertezze quale sarà il risultato finale? Se al nostro altruismo sottraiamo il nostro egoismo otterremmo un più uno o un meno uno, oppure uno zero? Così via. Ogni dieci secondi muoiono di fame  in qualche parte del mondo due bambini  e nello stesso tempo in un’altra parte del mondo due bambini si saziano con pane e nutella … leccando la nutella e buttando via il pane. Alla fine fra benessere e malessere quale sarà il risultato della somma algebrica?. E’ che a noi, “intellettualmente onesti”, il risultato non interessa o meglio abbiamo paura che sia negativo.  In questo gioco di somma e sottrazione, una volta giunti al “limitar” di nostra  vecchiezza , forse guarderemo il risultato e se è zero vuol dire che la partita  si è conclusa con un pari. Cioè con uno zero.

Con questo pazzo pensiero auguro a tutti i miei  “ venticinque lettori ” una felice Pasqua di Resurrezione.

Assistenza domiciliare.

Penso che i medici più preparati e con esperienza ospedaliera (rianimatori,pneumologi), debbano andare nei letti delle case e con i farmaci a disposizione ( al momento) per curare i pazienti con sintomi da corona-virus prima che si instauri il quadro di una polmonite a vetro smerigliato. Non vorrei che si  morisse più a casa che negli ospedali. Pannuti, grande oncologo, ai suoi tempi aveva pochi letti in ospedale e molti sul territorio  che era diviso in zone. Aveva capito che l’assistenza domiciliare funzionava se aveva specialisti adeguati per dare la migliore e più qualificata assistenza. Nel caso di epidemia, prevenire le complicazioni  significherebbe gravare di meno sugli ospedali e ridurre di molto i contagi e i morti. Basterebbe organizzarsi, anche per il futuro .

I morti in scatola

“Memento mori “ così la locuzione latina veniva diretta a chi dopo i trionfi in guerra ritornava pieno di onori e di gloria in patria. In genere  veniva profferita da uno della plebe che ricordava il destino umano a cui nessuno poteva sottrarsi. Con il passare del tempo scaramanticamente abbiamo dimenticato il monito e abbiamo inventato la frase del “ci vediamo domani” come una certezza puntuale che si deve verificare. Scopriamo che non è così solo ora e ci accorgiamo che il “forse” è l’avverbio più adatto  a rappresentare il nostro essere mortali. L’immagine delle scatolette di cartone contenente i resti umani ridotti in cenere ed accatastate in lunghe pile nei capannoni cinesi, nella sua amara realtà ci dice che non si dovrebbe morire cosi, come tonni in scatola. Ricordo di aver letto nei Persiani di Eschilo la frase : “ che all’uomo non conviene concepire orgogliosi disegni perché l’orgoglio fa maturare le spighe della colpa fiorendo, onde poi miete abbondevoli messi di pianto”. Ecco “forse” se avessimo agito ricordando il monito del memento mori non  avremmo sfidato  il cielo e la terra . Prometeo ci ha regalato con fuoco il progresso e forse non ha previsto che l’avremmo trasformato in sviluppo. Forse non avrebbe sofferto invano.

Forse usciremo indenni dalla pandemia e cambieremo. “ Forse”.

” Partita rimandata “

 “L’Italia s’è desta” così l’inno di Mameli e cosi l’inno degli Italiani cantando dalle finestre aperte. Si sta giocando  la partita Italia  contro Coronavirus valevole per i quarti di finale della coppa planetaria. La posta in gioco è alta. Il Coronanovirus  parte svantaggiato in quanto a tecnica di gioco, ma ha tanta fame e vorrà dimostrare che riuscirà a scardinare la difesa della nostra nazionale che purtroppo in questi anni si è molto indebolita. Lo schema adottato dalle due squadre è il 3-4-3 . L’Italia schiera : Conte,  Salvini, Di Maio, Meloni, Guerini, Costa, Patuanelli, Capua, Burioni, Provenzano, Speranza. La squadra del Coronavirus che è costituita anche da un elemento batterico si schiera con: Peste, Colera, Morbillo, Herpes Zoster, Varicella, Mononucleosi, Adenovirus, Poxovirus,  Norovirus, Rotavirus ,Sars.  Arbitra l’americano Trump. Ma ecco che la partita è iniziata e subito il Coronavirus  parte all’attacco con Colera che passa a Morbillo che crossa in area . Testa di Sars e goal al trentesimo secondo del primo tempo su disattenzione del portiere Conte colto impreparato per l’occasione. L’Italia è tramortita , ma le resta ancora tutta la partita da giocare e di aggiustare il tiro.  Lancio di Salvini su Meloni che spizza il pallone di testa per Speranza che avanza palla al piede, ma viene fermato da Rotavirus che si rifugia in angolo. Angolo battuto da Di Maio , testa di Burioni e rete, ma l’arbitro annulla per fuorigioco di Salvini. I nostri reclamano l’intervento del VAR, ma Trump non è d’accordo. Ma ecco avanzare Poxovirus che passa a Varicella che dribbla Guerini e lascia partire un  bolide che si stampa sulla traversa e grazia Conte che si era lanciato a vuoto.  Fino ad ora e siamo al quarantacinquesimo del primo tempo non c’è molto da segnalare se non un tiro di Costa che finisce di poco a lato della porta e un tiro di Sars parato con difficoltà da Conte.

Inizia il secondo tempo con diversi cambi: entrano Bertolaso al posto di Salvini,  Capobianchi al posto di Di Maio e  Pregliasco al posto di Meloni. Lancio di Conte dalla porta a raggiungere Provenzano che con un sombrero supera Adenovirus  e serve Burioni che passa a Bertolaso e vede libero Capua che viene servito. Capua, Capua , Capua : RETE.  Italia 1 Conronavirus 1 e palla al centro. Dalle finestre sale l’urlo dei quarantenati che cantano l’inno di Mameli. Ma ecco Norovirus avanzare palla al piede che passa a Sars che viene atterrato da Guerini. L’arbitro Trump estrae il cartellino rosso e lo manda negli spogliatoi. Protestano i nostri, ma Trump è irremovibile. Calcio di punizione di Herpes zoster che crossa in area , Sars salta più in alto di tutti e tira di testa all’angolino della porta . Conte vola e con una prodigiosa parata sventa il pericolo. Siamo al decimo minuto sul punteggio di 1 a 1 . L’italia sembra un’altra squadra rispetto al primo tempo, ma l’arbitro si sente male e cade in ginocchio, Sars l’ha colpito con una pallonata nelle parti basse.  Lo stadio è vuoto e non ci sono arbitri che possano subentrare. Partita rimandata.

Dalle finestre d’Italia sventola il tricolore .