Se non ci fossero i poeti.

Nel gennaio del 1988 Emanuele Severino pubblicava un articolo dal titolo “ L’orrendo volto della nuda verità “ nel quale affermava che c’è un solo mondo , ed è falso, crudele, contraddittorio, corruttore, senza senso e che se ancora si vuol usare la parola  “ vero”, si può dire che un mondo così fatto è il vero mondo. Continuava dicendo che noi abbiamo bisogno della menzogna per vincere questa verità, cioè per vivere.

“ Per noi, cioè per l’uomo come per lo più vive , significa vincere la verità, cioè impedire di agire su di noi e di paralizzarci. La verità, il mondo così com’è, ha un volto orrendo. Guardarlo è perire. Bisogna dunque coprirlo per sopravvivere . E ciò che copre la verità è menzogna. La verità è brutta, ma abbiamo l’arte per non perire a causa di essa”.

In questa uggiosa domenica di gennaio leggo poesie e penso che Platone avesse proprio ragione a cacciare i poeti e gli artisti in generale-mentitori per eccellenza-  dallo Stato, ma oggi  non ne posso fare a meno se voglio sopravvivere.

Divagazioni .

Un secondo, dopo un secondo dalla morte si diventa imperfetto. Non più sei, ma eri. Ogni istante noi sperimentiamo il nostro morire , non siamo più quelli di un secondo prima anche se commettessimo un delitto. Si è sempre giudicati in contumacia perché non è possibile essere presenti al giudizio. Destinati sempre a raggiungere l’atto senza mai sfiorarlo, il suc-cès-so è fenomenologia del nostro stare al mondo e dunque del nostro de-sti-no dove il “de” non è un “da” preveniente,  ma è un rafforzativo del diveniente altro . Come dimostra Emanuele Severino ( meglio l’imperfetto dimostrava) il legno è cenere.  Solo gli enti sono eterni.

“Comoedia est imitatio vitae..”

E’ da molto tempo che il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica rimane il giorno dopo vano. Tutti i partiti politici sono d’accordo sulla giustezza delle parole , ma poi ricominciano con il solito balletto  e già dopo l’epifania sono con il coltello fra i denti. Insomma la solita manfrina. Anche il Natale per la maggior parte è fatto di buoni propositi  che il giorno dopo svaniscono come neve al sole ed è mimesis dunque di quello che succede sul palcoscenico alto. L’ipocrisia come ha detto Papa Francesco uccide le persone e arriva a strapparne l’anima . I nostri rappresentanti rappresentano la maggior parte di noi stessi . Facciamocene una ragione.  Continuiamo a turarci il naso e avanti tutta. Cicerone aveva ragione  quando affermava  che la commedia è imitazione della vita, specchio dei costumi e immagine della realtà.

“Soltanto dal pugno chiuso può nascere una carezza”

Ad Arino, più di mezz’ora di botti  per la fine del 2020  ed io e il mio cane ci siamo domandati il perché di tanta euforia. Quattro ore prima della mezza notte il nostro Presidente della Repubblica aveva invitato gli Italiani al comune sentire dell’Unita a fronte e della crisi economica e dei lutti che ci sono stati in molte famiglie. Con un ossimoro si potrebbe dire che siamo un popolo disunito e compatto e comunque in forte antitesi come le dita della mano allargate e il pugno chiuso. Nessun rispetto ieri notte per la gente che è morta, per quella che attualmente soffre ed è isolata nei vari ospedali. Mors tua vita mea, questo si è voluto significare allo scoccare della mezza notte. Il pugno negli ospedali e nei luoghi di sofferenza e le dita allargate fuori a festeggiare  il nuovo domani rispetto a ieri come se tutto all’improvviso fosse cambiato in un minuto. A quei simbolici quattro coglioni, espressione dell’Unità del Paese, va il mio più profondo vaffa. Anche il mio cane la pensa così e mi ha dato la zampa a mezzanotte e leccandomi, mi ha asciugato una lacrima dal mio viso.

Fondamentalmente impreparati

L’amaro commento di Tito Livio sulla sconfitta di Sagunto da parte di Annibale fu :   “Dum ea Romani parant consultanque, iam Saguntum oppugnabitur” . La locuzione latina in sintesi vuole dire che mentre a Roma si discute Sagunto, nonostante l’aiuto a suo tempo richiesto a Roma, è stata espugnata. Mentre nel caso di Tito Livio l’infinita discussione se dare o non dare l’aiuto, con conseguente grave perdita di tempo, fu causa poi della seconda guerra Punica nel nostro caso, le infinite discussioni sul fare questo o quell’altro senza peraltro concludere niente sarà la causa dei danni che farà la seconda ondata della pandemia provocata dal Covid 19. Da marzo fino ad ora abbiamo assistito impotenti allo scialorroico opinionismo dei soliti noti ed ignoti  “capisciatori” non dando ascolto, ai pochi in verità, competenti in materia di epidemiologia. Il MES che avremmo dovuto sfruttare immediatamente ancora è oggetto di discussione da una classe politica che è stata votata da chi, turandosi il naso, non ha preteso competenza nei propri i campi. Ora che con le mascherine ci hanno turato non solo il naso, ma anche la bocca  ci accorgiamo che ci manca l’ossigeno per respirare. Il cittadino non ha più scelte ed è questa l’amara verità; votare il meno peggio non migliora la situazione come non la migliora dare credito ai molti scienziati per “grazia ricevuta”. Il cancro è ormai metastatizzato a tal punto che non solo la “diagnosi fai da te” ma anche il “muori da te”  è un palliativo che non lenisce il dolore, anzi lo acuisce. Questa è l’amara conclusione mia e quella di Tito Livio. Ora come  allora nulla è cambiato

Infarto : ogni minuto di ritardo è muscolo che se ne va.

Nel programma  sia della sinistra che della destra l’interesse per l’ospedale di Dolo era posto come snodo prioritario. Nessuno però ha spiegato in che cosa consiste l’impegno , quali  proposte e soprattutto quali azioni si promuoveranno per risollevare un “ malato” quasi terminale. Lo faranno con la presentazione di qualche ordine del giorno, che appunto essendo del giorno, domani sarà carta straccia da rivendicare ai propri  cittadini ? Oppure faranno barricate all’ingresso del palazzo regionale ? Non è dato saperlo. Quello che è certo è che i buoi sono scappati ( grazie anche ai Sindaci della Riviera del Brenta) e senza idee  e senza forza sarà difficile farli ritornare nella stalla. Per ora prepariamoci alla seconda ondata pandemica stando attenti però a non fratturarci una gamba, a non avere un infarto, e finanche un mal di pancia da occlusione intestinale. Tutte urgenze da rimandare dopo l’emergenza. Sembrano un gioco , parole come urgenza ed emergenza, ma non è così.

“Caro amico ti scrivo.”

Un famoso proverbio recita  che chi trova un amico trova un tesoro. Ebbene su Facebook  ci sono persone che in quanto ad amici sono possessori di immensi tesori. Antonello Venditti quando scriveva la canzone “ ci vorrebbe un amico” credo non fosse ancora iscritto a Facebook ed è stata una fortuna per lui, anzi un tesoro non averne alcuno. Non avrebbe certo scritto il bel ritornello che tutti conosciamo. Seneca invece aveva un solo amico che si chiamava Lucilio e se non lo avesse avuto non avrebbe certamente scritto il suo capolavoro filosofico. Cosa voglio dire ? Voglio dire che averne uno o nessuno è più che sufficiente.

Repetita iuvant

Il mal dei fiori,ovvero al fioraio la patacca

Posted on 

” L’attesa era tutta per l’arrivo di George Clooney con lo speaker della manifestazione che dava in diretta l’aggiornamento sulla sua posizione. Molti erano i fans presenti tra cui una donna di Padova che dalle otto di mattina aspettava sotto il palco delle autorità per avere un posto in prima fila”

Il virgolettato si riferisce all’articolo della Nuova Venezia.Il palco delle Autorità è invece,dico io,quello dei pataccari.Povera signora di Padova, non avrà dormito la notte per non far posto ai sogni che di solito ingannano. No, l’incolpevole fioraio ed organizzatore del Carnevale dei “dritti”  signor Cogno, era stato categorico nel confermare la presenza dell’attore.Chi ripagherà ora quella donna  della notte perduta? Signora mia, l’Italia va a rotoli anche per colpa sua! Si faccia una bella dormita questa notte e domani se avesse la ventura di passare dal fioraio Cogno gli chieda se anche il prossimo anno si farà ciurlare dall’assessore della Lega Vescovi ; e già che c’è, gli suggerisca di coltivare non i fiori non ti scordar di me,ma quelli di non ti scordar  di lui.

Eravamo nel 2011 ora nel 2020 la Lega di Dolo annuncia l’arrivo a Dolo del martire Matteo Salvini cioè di colui che porta la croce . Sarà l’ennesima patacca? Non lo sappiamo con certezza, ma la signora di Padova questa volta siamo sicuri non verrà. Mentre l’incolpevole fioraio continuerà ad esporre i fiori non ti scordar di lui. Ma si, in fondo anche le cose successe dopo sono state tutte una goliardata.

In attesa di una chiamata.

Pochi giorni fa mi è stato chiesto, nel paese di Kirghisia, se avessi accettato la candidatura a Sindaco. Impreparato come sono ho reclinato l’invito ed ho motivato questo rifiuto con il fatto che ignorantissimo come sono avrei aspirato  semmai ad un Ministero  nella Repubblica Italiana da scegliere,  fra quello della Pubblica Istruzione  e quello degli Esteri. A limite,  ma si, anche quello della Giustizia. Con il mio grado di incultura sicuramente sarei diventato un ottimo Ministro. Rifiutata la candidatura a Sindaco in quanto offendeva il mio  sommo analfabetismo ora aspetto con fiducia che qualcuno si accorga di me e mi metta in lista nel 2023 come aspirante a cariche più prestigiose.  Non vorrei morire come Ministro mancato. Sono qui, chiamatemi ! Almeno io so come si scrive squola e so anche che il lago Magiore è il Magiore d’Itaglia. Insomma ho tutte le carte in regola.

La Santa Reliquia

E’ cominciato a Dolo lo scontro elettorale. Per la verità fino ad ora sul ring è salito soltanto il pugile del centro destra sostenuto da altri pugili peso piuma. Pugni dati a vuoto e senza colpire il bersaglio, dati solo per riscaldarsi e riscaldare la già soffocante aria ferragostana. Il dito di San Rocco, forse il medio , ma non come “ digitus impudicus erectus” è stato portato in processione per le vie del centro dopo cento anni come preziosa reliquia di ciò che è rimasto di un Santo che , nella credenza popolare, ha sconfitto la peste. Da sconfiggere oggi non è soltanto il Covid-19, ma la mala fede di chi alle prossime elezioni si appresta a criticare una giunta, che pur commetendo qualche errore ( alzi il “dito” chi è esente da colpe) ha operato bene. Diranno che si poteva fare di più e meglio e che loro, i seguaci di Salvini e Meloni, sono  quelli che hanno la ricetta per risollevare l’ospedale di Dolo( Zaia docet), dare sicurezza ai cittadini, rispettare l’ambiente evitando cementificazioni selvagge ( Zaia arridocet ) e soprattutto anestetizzare con le loro litanie il popolo dolese.  

Mi viene qualche dubbio sul significato del dito di San Rocco!